Un giorno incontrai un Giocondo Faber che lavorava presso l’Accademia de’ Germini come addetto al Mini G4m3s Studio.
Parlammo un intero pomeriggio di stravaganti luoghi magici ed io chiesi come avrei mai potuto raggiungerli.
“Per trovarli devi risolvere questo enigma:”Chi non gioca di:.non tocca!” Mi disse serafico ed io non potei far altro che radunare il mio gruppo di Creatori di Divertimento, circa 011, ed intraprendere il viaggio che ci avrebbe condotto là dove tutto è ludico.
Nella radura brulla incontrammo un Gruppo Toscano Prestigiatori che viveva in un Rifugio.
Ci indirizzarono presso Anthor, dove la Compagnia del Lupo Rosso sottoponeva gli avventurieri a prove di coraggio. Giunti a destinazione, i nobili guerrieri ci dissero che avremmo ottenuto NonSoloRobot, ma il Magic Hammer per aprire lo scrigno che conteneva tutte le indicazioni per
raggiungere la tanto desiderata destinazione.
Senza indugio alcuno, ci gettarono nella Tana dei Goblin: brulicava di piccoli esserini viscidi, Cortini e Moretti e fu solo grazie ad uno Stratagemma che riuscimmo a scappare e ad ottenere il nostro premio.
Correndo tra i cunicoli bui, giungemmo all’aperto, presso il Giardino di Archimede e l’incontro bizzarro con un Quercelfo che si dirigeva verso Modiano, ci rimise sulla giusta strada.
La Via dei Bambini portava dritta al Giocamuseo, dove un’ Anonima Gidierre raccontava ai visitatori le sue esperienze con la Compagnia Giovanni delle Bande Nere. Alle sue spalle troneggiava l’anelato scrigno: cosa poteva mai contenere? Gioielli, oro o forse, The One Ring…
Ci lanciammo su di lei nel pieno della narrazione ed ella urlò indignata: “Figli di trottola!” E come una YoYo Maniacs tentò di ucciderci tutti.
Nel bel mezzo dello scontro, un poderoso Bang! risuonò nella stanza, ella si distrasse e riuscimmo a prenderla di sorpresa: “O fai silenzio o ti Lego!” Disse EG, ma non bastò e dovemmo, con non poca fatica, imbavagliarla.
Aprimmo dunque lo scrigno, inferendo il colpo fatale: l’Arcanum messaggio, stampato con caratteri d’oro nella pergamena, riportava la dicitura “Fiorentini si Cresce”, ma non capimmo sul momento se fosse un monito o consiglio.
Dopo esserci arrovellati un po’ il Cranio Creations, azzardammo la nostra prossima destinazione: “Dirigiamoci verso Paperland senza indugio!” E così partimmo nuovamente.
La strada era veramente Wild Boar, piena di Minibullets che ci fissavano in cagnesco e non farci notare più di tanto, fu proprio un bel Jokol’Arte.
Giunti nei pressi de L’Ingegneria del Buon Sollazzo, vinti dalla stanchezza, cercammo riparo in una locanda, ma già dall’ingresso ci parve evidente che fosse più un Bim Bum Bar, dato l’ubriacone che si scolava l’ennesima birra. Preso un ottimo Caffè Sospeso, il buon bevitore attirò
la nostra attenzione con dei cenni, poi si alzò dallo sgabello, si diresse barcollando ad aprire le Finestre Culturali e con un ghigno, indicando una salita che sembrava senza fine, biascicò:”APD Enpiste…”.
A quale destinazione saremo arrivati salendo per l’impervia erta?
Noi Maledetti Toscani, pedalammo subito via su un Afbis trovato fuori da quella strana Bottega del Gusto: saremo mai giunti alla sospirata mèta?
Dopo un’ora di pedalate tra Terredaria e quello che pareva più un Formula Racing Club che una scampagnata, i miei compari cominciavano ad essere stanchi ed annoiati, tanto che Mr Neko lo sherpa, si gettò sdraiato al suolo dicendo l’unica parola d’italiano che aveva imparato stando con
noi: “Seipalle!!”.
Cercai di rinfrancarne lo spirito ed il morale azzardando un: “ToscanaGo!”, anche se non parlavo affatto la sua lingua d’origine, il Changamano-Kiba. Mi guardò con lo sguardo di chi pensa: “Cuvè?!” E lo comprendevo: il caldo era soffocante e la sete avanzava…
Ci servirebbe un GDR,Un nuovo giocatore che conosce bene la strada e magari vive in questo Game Planet …Non sapevamo come andare avanti, quando il vociare del Gruppo Ludico Aglianese ci raggiunse: che stava succedendo?! Boh, Mysthara! Seguimmo i rumori per capire cosa accadeva e raggiunto il nutrito gruppo, ci accorgemmo che era in corso un Intelco che cercammo di placarlo col buon senso: “Su via,…Paroliamo e Contiamo tutti insieme tranquillamente!”.
Piano piano, li convincemmo a far pace e, per ringraziarci, ci regalarono un Cubing Italy che conteneva la mappa di un passaggio segreto, mentre loro se ne tornavano al loro D.L.F. gruppo scacchi.
Con rinnovata speranza cominciammo a leggere: un altro Puzzlemania ci attendeva per essere risolto.
Per fortuna avevamo con noi il nuovissimo BMZ Gamemasters: bastò infilare il Red Glove, inserire i dati dell’indovinello e, a risoluzione avvenuta, ci trovammo teletrasportati in cima alla ripidissima salita. Alte Mura si pararono di fronte a noi e poi vedemmo il grande portone che si
stagliava all’orizzonte: sembrava di essere al Cinema! Presi da un impeto d’emozione incontrollata corremmo verso di esso eccitati come Bimbi. Fatti sì e no 10 passi, realizzammo che dovevamo riconsegnare il mezzo preso alla locanda al Garage Ariston, altrimenti ci avrebbero denunciato.
Elar che era il più in forma di tutti, si offrì di riportarlo a valle, ma si fece promettere che lo avremmo aspettato per entrare. Mentre ci trastullavamo con un ProGioco per ingannare l’attesa, si materializzò davanti a noi un’enorme omone di metallo pesante: boia, un Ghenos, non ne
avevamo mai visto uno così gigantesco!!…Come fare per non finire stritolati dalle sue potenti mani meccaniche?!
Ormai nulla poteva fermarci, sapevamo di essere degli Arciragazzi e così, pensando agli indizi raccolti nel viaggio, raggiungemmo la soluzione di tutto questo Gioca Mistero: prendemmo dai nostri zaini tutti i Dreoni che avevamo e glieli lanciammo addosso con tutta la forza che ci era rimasta, urlando insieme la parola magica: “Machicò!!!!”.
L’esserone si sbriciolò come se fosse stato fatto di sabbia ed in men che non si dica il portone si spalancò davanti a noi.
Cademmo in estasi alla vista dello spettacolo che si svelava ai nostri occhi: alla fine, dopo un’Atletica Firenze Marathon, eravamo finalmente giunti a destinazione.
Gli Sbandieratori e Musici della Signoria di Firenze ci accolsero con mirabili festeggiamenti e vedendo tutti quei Giochi Uniti non potemmo far altro che cominciare a giocare…
Sembrava Camelot, ma era più semplicemente FirenzeGioca!
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